Dieta, i consigli del Biologo nutrizionista
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CASI RISOLTI: UOMINI

W., colon irritabile? Meglio riabituarsi a mangiare variato!
W., signore cinquantenne con travagliati trascorsi medici, tra cui: tiroidite che l'ha costretto alla tiroidectomia, cisti a fegato e reni (conseguente nefrectomia), fegato steatosico, celiachia, colon irritabile con alvo perennemente diarroico, ernia jatale, ernie al disco, ipercolesterolemia, obesità con accumulo prevalentemente addominale. Con un simile quadro, a cui possiamo aggiungere il fumo di 30 sigarette al giorno, il signor W. non solo non riusciva a dimagrire, ma, pur con una dieta estremente ripetitiva, povera e carenziale (troppi alimenti sembravano preclusi) continuava ad aumentare e soprattutto a stare male. Tra gli errori della sua precedente alimentazione, i primi individuati furono l'eccesso di farinacei, la carenza di vitamine e sali minerali, la frequenza del consumo di piccole dosi di alcolico (serviva a compensare altre carenze). W. è entrato rapidamente nell'ordine di idee di poter cambiare le cose (data la vitale necessità di farlo). Grande è stata la meraviglia di W. quando si accorse che, con un'alimentazione notevolmente arricchita, perdeva il peso, anche piuttosto rapidamente e con un miglioramento netto a livello di benessere. Questa scoperta l'ha portato anche a smettere di fumare, senza con ciò minimamente rallentare il percorso del dimagrimento. È stata una strada tutta in discesa, in cui il ritrovato piacere di mangiare e di assaporare alimenti dimenticati dopo anni di rinunce ha portato senza ostacoli al raggiungimento del peso ideale (dai 106 kg iniziali agli 80 stabilizzati finora). Complessivamente, in 7-8 mesi di terapia, è passato dagli iniziali 107 kg agli attuali 85 e si sta impegnando in altri sei mesi di mantenimento, in cui nulla vieta di continuare a perdere qualche chiletto.
A., diabete e obesità addominale: la vita può cambiare!
A., meccanico 45enne, con obesità addominale e diabete, una vita di grandi mangiate alle spalle, un fisico molto robusto ma la consapevolezza che non si poteva andare avanti così. Al sovrappeso (106 kg), concentrato essenzialmente nella regione dell'addome, si aggiunge, come conseguenza, una dolorosa ernia del disco. Dopo un primo periodo di difficoltà a calare i primi 5-6 kg, è seguita la visita pre-operatoria (ernia) in cui il medico ha avuto un ruolo determinante nel far riflettere il signor A. sulla necessità di dimagrire. È stato proprio a seguito dell'operazione che A. si è finalmente messo con serietà a seguire i consigli. Addirittura, senza il mio controllo (avevo pensato che avesse desistito), ha continuato per alcuni mesi da solo, fino a farmi la grande e graditissima sorpresa di ricontattarmi con la splendida notizia di un progressivo e molto radicale cambiamento, a livello di stile di vita e di peso (96 kg). Anche i valori ematici (il quadro del diabete) sono notevolmente migliorati (il paziente, di sua iniziativa, ha smesso di prendere i farmaci). Cosa ci insegna l'esempio del signor A.? Primo, che, in presenza di una oggettiva necessità medica, la volontà è più forte dell'abitudine e della gola. Secondo: che non sempre, dopo un inizio difficile del percorso, si ha un fallimento: a volte, anche da soli, si può riflettere e ottenere dei buoni risultati, rendendo utile, anche a distanza di mesi, il percorso intrapreso. Da quando ha ripreso ad essere seguito, ha continuato a calare, anche, fino ai 90 kg di oggi, peso perfettamente adeguato alla struttura.
G., perdere il peso e sistemare i valori senza fatica
G. giovane imprenditore artigiano, si trovava, dopo i primi anni di matrimonio, lo stress lavorativo, il figlio piccolo, ad aver accumulato un sovrappeso (87 kg), soprattutto a livello di addome; la situazione era resa ulteriormente delicata dalla importante ipertrigliceridemia. Lo stile alimentare precedente, fatto di troppi dolci, pasta, pane, frutta, ma povero di verdura, senza la minima attività fisica, spiegava la tendenza inesorabile all'accumulo di peso e di grasso. È stato relativamente semplice insegnare a questo giovane che, senza fare molta fatica, ma, anzi, alimentandosi in maniera più completa e soddisfacente, poteva ottenere il dimagrimento desiderato (75 kg). È naturale che, se gli impegni di lavoro lo impediscono, non sempre è possibile impegnarsi in un'attività fisica regolare, che sarebbe importantissima anche e soprattutto nella fase di mantenimento. G., nonostante non sia ancora riuscito a impegnarsi con il movimento, continua a promettere che prima o poi comincerà; nel frattempo il peso continua, piano piano, a scendere, anche se oramai siamo già nella fase di mantenimento.
P., pensionato sportivo con colesterolo alto? Tutto a posto!
P., dirigente in pensione, sessantenne, inguaribile sportivo, appena un po' sovrappeso. Il peso infatti non era il suo problema anche se, è vero, perdere qualche chilo non gli sarebbe dispiaciuto. Venne da me principalmente perché i suoi livelli di colesterolo e trigliceridi erano piuttosto alti. Alcuni medici gli avevano consigliato approcci nutrizionali francamente obsoleti (esclusione totale dei carboidrati, riduzione drastica di tutti i grassi, eliminazione delle uova...), prospettandogli in alternativa l'idea di cominciare a prendere una statina, prospettiva che P. scartava completamente. Il tutto senza aver indagato sulle sue abitudini alimentari. È solo da un'indagine approfondita di queste e dello stile di vita complessivo che può derivare la proposta di una dieta migliorativa. Puntualmente sono arrivati i risultati: P. è tornato un bravissimo ragazzo, ha ridotto notevolmente il consumo di dolci e dolcetti vari, di cui sentiva un irresistibile bisogno, oltre ad avere acquisito sane abitudini alimentari a tutti i livelli, migliorando così tutti i valori sanguigni. Ciò gli ha evitato di dover prendere farmaci. Inoltre, dopo alcuni mesi, anche il peso è calato, oltre le aspettative.
Z., uscire dal tunnel dell'alcool con la dieta
Z., professionista di mezz'età, con una tale abitudine all'uso di vino e altri alcolici che, ultimamente, lo stava portando all'alcolismo. La sua tendenza all'obesità, maturata in decenni di vita del tutto sedentaria, stava degenerando (il peso era arrivato ai 90 kg, per un'altezza di 170 cm). È stato allora che il signor Z., trovato il mio sito, mi ha chiesto la dieta online: dopo un primo periodo di “adattamento”, ha deciso di smettere completamente di bere e di seguire bene la dieta. Già molto aveva fatto togliendo l'alcolico, per cui sicuramente la dieta non era e non doveva essere assolutamente drastica. Dopo il primo periodo di colloqui solo telefonici, il signor Z. ha cominciato a seguire i controlli in studio, con un progressivo e definitivo miglioramento della dieta e, naturalmente, delle condizioni di salute in generale. Arrivato, senza fatica, agli 80 kg, sta continuando a perseguire un graduale calo di peso, fino a raggiungere e mantenere un peso decisamente più adeguato (intorno ai 75 kg).
G., anche a 160 kg non deve mancare la speranza
G., un ragazzone quarantenne con obesità grave (oltre 160 kg), con disturbi psicologici per cui viene seguito da sempre. Tra le altre, dimostrava grosse difficoltà di controllo sul cibo, con una spiccata dipendenza dagli zuccheri di ogni tipo. È stato davvero un caso difficile; per tutti i primi 6 mesi abbiamo dovuto accontentarci di un modesto calo di peso, quasi irrilevante, data la mole iniziale; solo dopo è scattato qualcosa: da quando cioè abbiamo deciso per un maggiore impegno: l'ho visto una volta alla settimana per circa un anno, abbiamo stabilito un programma molto serio di attività motoria autogestita, incrementale ma molto ragionevole. Ha cominciato e continuato a lungo a compilare il diario alimentare. Dopo che tutto ciò ha prodotto i suoi ottimi risultati (il peso si è stabilizzato intorno ai 130 kg), G. si è sentito “miracolato”, liberato com'è stato da buona parte del suo eccesso ponderale e dalla sua dipendenza psicologica dagli zuccheri. Parallelamente G. ha migliorato la propria cura personale, la mobilità (inizialmente camminava con estrema fatica). Naturalmente, quando l'obesità è di origine infantile, è molto difficile da combattere e richiede un percorso di mantenimento molto lungo e teoricamente la dieta non dovrebbe finire mai.
R, anche dietro i fornelli si può dimagrire!
R., ristoratore con obesità grave (163 kg) grande mangiatore. Alle spalle, una storia di molti dimagrimenti veloci e inutili. Finalmente, deciso a risolvere definitivamente il suo problema, pur consapevole di non poter mai diventare un fotomodello, ha accettato di buon grado alcune semplici regole di gestione dell'alimentazione, dato che ad un personaggio del genere non si può certo prescrivere una dieta drastica! R. ha cominciato quindi a re-introdurre nella sua dieta cibi fino ad allora trascurati, ma ha continuato a consumare in abbondanza alimenti che non ritenevo dannosi nel suo caso. Si è trattato di bilanciare, nell'ambito della giornata e della settimana, le quantità e le frequenze dei cibi in modo da rendere la dieta soddisfacente ma efficace. Il risultato fu che R. non si è mai trovato a soffrire la fame, anche se qualche strappo alla regola l'ha sicuramente fatto (l'occasione fa l'uomo ladro) più per gola che per fame. Nel primo periodo il dimagrimento fu anche troppo veloce (dal mio punto di vista) ma servì a motivare definitivamente R. alla continuazione del nostro percorso. Il peso, calato di circa 37 kg, è già nettamente più adeguato. Sarà necessario anche in questo caso un lungo programma di mantenimento, nel quale non sarà esclusa, anzi, la possibilità di continuare a perdere qualche chilo.
V., chi insiste viene premiato
V., pensionato, grande camminatore, iperteso e cardiopatico, ipercolesterolemico, con insufficienza renale, mi venne a trovare pesando 89 kg e si trovò, dopo circa 6 mesi, sui 78 kg, suo peso forma, poi mantenuto. Dopo essere stato per tutta la vita leggermente sovrappeso, a seguito degli interventi di posizionamento di by-pass V. si era trovato a perdere diversi chili. Non era stato certo un dimagrimento utile, visto che nel breve periodo che seguì, il peso ritornò con gli interessi sui valori precedenti. Come spesso accade si trattava di perdita di massa magra con successivo incremento di massa grassa. Il caso sembrava all'inizio molto difficile: per un certo periodo (alcuni mesi) il peso non calava in modo gratificante, pur se V. sosteneva di “sgonfiarsi”; è stato solo in seguito che il dimagrimento si verificò in modo evidente da tutti i punti di vista. Come spesso accade, chi ha la pazienza di superare le prime difficoltà, viene premiato come e più di chi ha maggiori risultati iniziali; d'altra parte, in un tempo più lungo, le abitudini alimentari corrette si radicano e permangono più facilmente anche nel futuro. A seguito del dimagrimento, gli esami del sangue erano nettamente migliorati, come pure è stato ridotto l'uso di medicine (alcune delle quali non servivano più).
M., l'obesità e il diabete si possono controllare
M. è un professionista sessantenne, che, dopo aver smesso di fumare, 20 anni fa, si è trovato a prendere circa 15 chili all'anno. A quel punto, l' obesità addominale si era fatta davvero seria ed era subentrato il diabete. M. aveva cominciato a frequentare diligentemente il centro antidiabetico. I consigli alimentari che ne riceveva erano tuttavia troppo generici e M. non veniva seguito abbastanza. Fece un primo tentativo da solo (si impegnava con grande assiduità in un suo programma di camminate), con dei buoni risultati. Appena la schiena o il mal tempo gli impedivano di camminare, il peso tornava facilmente indietro: era assolutamente necessario un programma dietetico personalizzato! Con il signor M. il vantaggio è stato che lui ha dimostrato grandissima costanza, sia nel seguire le indicazioni dietetiche che nel proseguire con l'attività motoria. Con questi due elementi è stato possibile compiere un ottimo lavoro. Il peso scendeva con grande regolarità, dagli inziali 133 kg agli attuali 115 kg, appena interrotta dalle vacanze estive e natalizie e con il peso i principali indicatori del diabete (emoglobina glicata, risposta insulinemica) che miglioravano regolarmente. L'uso degli ipoglicemizzanti fu drasticamente ridotto. Naturalmente, M. ha accettato che ci dovremo continuare a vedere per molto tempo, al fine di continuare, gradualmente, a calare e poi di mantenere il peso raggiunto.
S., quando la pancia è enorme, serve grande determinazione
La storia di S. è quella di un successo strepitoso, ai limiti dell'incredibile. Si tratta di un operaio edile poco più che trentenne. Un fisico robusto, ma una pancia da record. Si sa, chi fa lavori di fatica ha una grande fame e mangia spesso smodatamente; anche la sete però, contribuisce: infatti, da un'attenta anamnesi alimentare, era emerso il consumo di almeno 2 litri di bibite gassate al giorno. Quello che spesso non si considera, e che a volte non viene nemmeno riferito, in certi casi può essere fondamentale. La dieta che ho consegnato a S., infatti, era per lui soddisfacente nelle quantità e anche nel rispetto delle sue abitudini e dei suoi ritmi di lavoro. Ovviamente non comprendeva la coca-cola! S. non ebbe nessuna difficoltà a rinunciare a quel vizio e nel breve periodo si rese conto di quanto era nocivo per lui: al solo pensiero aveva un senso di nausea. Penso che non riprenderà più a bere quella roba. Mese dopo mese, il peso calava con rapidità mozzafiato. La pancia si sgonfiava a ritmi da record. Inizialmente, la dieta era accompagnata dalla sana abitudine a camminare il fine-settimana; piano piano da questo si passò ad alcune corse leggere o a camminate inframmezzate da corse, con cadenza quasi giornaliera, fino a quando S. passò all'abitudine, quasi maniacale, a correre ogni sera per 10 km, a ritmo decisamente sostenuto. Nel giro di poco più di 6 mesi, S. è tornato al fisico scultoreo di un tempo e agli 80 kg del suo peso forma, con grande soddisfazione della moglie e invidia dei suoi amici.
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Il dott. Valerio Rizzo è socio ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica)
N. iscrizione Ordine Nazionale dei Biologi: 057707
p. IVA 04212010286
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