Dieta, i consigli del Biologo nutrizionista
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CASI RISOLTI: DONNE

A, pasti casuali e vita sedentaria
A. è il tipico caso della giovane signora che, più che per il peso, non si sentiva a suo agio per la consapevolezza della sua struttura esile su cui oramai pesava un eccesso di massa grassa soprattutto in corrispondenza di fianchi e glutei. La carriera universitaria, con lo stile di vita stressante che comporta, la vita solitaria, un'alimentazione sbilanciata, casuale, nessuna abitudine all'attività motoria, la portava a sentirsi sempre peggio. Il peso non era nemmeno eccessivo (56 kg per un'altezza di 161 cm). Si è impegnata fin da subito in un cambiamento dello stile di vita. Ha cominciato a sentirsi molto meglio prima ancora che a livello di peso fosse evidenziabile un cambiamento; era soprattutto a livello di taglia e di benessere che si vedevano i cambiamenti. Alla fine del nostro percorso, il peso si è stabilizzato intorno ai 52, con grande miglioramento del benessere, delle qualità sportive (ha cominciato a nuotare e a fare cyclette regolarmente) e una maggiore tranquillità rispetto alle scelte alimentari. Dal mio punto di vista, ho visto ridursi molto l'eccesso di massa grassa e tonificare i tessuti. Pur nella piccola riduzione di peso (circa 4 kg), A. ha potuto rimettere agevolmente i vestiti di diversi anni prima!
B, la signora con la pancia sempre gonfia
Questa è la storia di un grande successo: una signora di 60 anni, B. con un sovrappeso insorto solo a seguito della menopausa (pesava 73 kg per un'altezza di 165 cm) con seri problemi di colon irritabile. La sua alimentazione era quella un po' eccessiva di una signora dall'intensa vita sociale, fatta di molte cene, della passione per i formaggi, nell'ambito di una vita, come spesso accade, troppo sedentaria. E' la storia di una persona che ha saputo scegliere senza esitazioni di cambiare qualcosa prima che gli eventi cambiassero troppo lei. E' così che ha perso, senza fatica, 12 kg di peso e ha ridotto drasticamente i suoi sintomi di colite. In tutto questo percorso, anche il marito è stato coinvolto in regolari camminate in campagna di primo mattino, con ottimi effetti sulla salute di entrambi. Il peso, a distanza di oltre un anno, è rimasto stabile.
M, la fibromialgia non è più un problema
E' il caso di una signora in pensione, con un moderato sovrappeso (61 kg per 146 cm di altezza), ma soprattutto una forma reumatica di tiroidite e una depressione di lunga data dovuta anche a continui e insopportabili dolori muscolari (fibromialgia); da alcuni anni cercava di perdere peso, senza risultati. Dopo solo alcune settimane di dieta, la signora M. ha potuto riscontrare come i dolori sparissero, o quasi, mentre il peso cominciava a calare; mentre la dieta diventava progressivamente un'abitudine, anche sotto l'attenta sorveglianza del marito, la signora M. continuava a perdere peso, fino al peso ragionevole, che si stabilizzò a circa 52 kg. La cosa per me più interessante è stato notare come alla sparizione della fibromialgia fosse corrisposto un miglioramento dei parametri dell'idratazione cellulare e della composizione corporea.
E., la signora dipendente da... zuccheri
E., signora cinquantenne, sola, impiegata, dipendente da zuccheri di ogni tipo, per essere stata cresciuta a caramelle e dolci vari. Era molto preoccupata per la sua tendenza alla cellulite e al sovrappeso (70 kg per 165 cm)), molto a disagio con il proprio corpo che cominciava a dimostrare gli anni che invece lo spirito non sentiva minimamente. Per lei era inizialmente molto difficile cambiare le sue abitudini, i suoi vizietti quotidiani, per cui l'approccio è stato graduale. Uscire dalla dipendenza per i dolci può essere duro quasi come uscire dalla dipendenza per una droga illegale. Quando però i risultati vengono evidenziati dai commenti incoraggianti di amici e colleghi, quando si comincia a stare meglio, tutto, anche i piccoli sacrifici richiesti, diventano più sopportabili. Ora, anche se il peso non è calato di molto (66 kg finali) E. ha davvero fatto tesoro dei consigli ricevuti e continua a mangiare in quel modo che, mese dopo mese, continua a farla sentire meglio.
D., sempre al ristorante coi clienti!
D. è una giovane professionista. Il suo problema di sovrappeso era collegato allo stile di vita, che la porta tuttora a passare molto tempo seduta, in macchina o in studio, a pranzare frequentemente con i clienti al ristorante, come pure, altre volte, a saltare i pasti. Al ristorante, si sa, le tentazioni sono spesso più forti di noi. Dall'antipasto al dolce, questa ragazza mangiava davvero di gusto. Dimenticava però le verdure e la frutta. E' difficile, evidentemente, seguire una vera e propria dieta, meno che mai se grammata, frequentando regolarmente i ristoranti; per questo, semplici criteri e regole di buon senso, correttamente applicati grazie ad una vivace intelligenza, hanno portato D. a perdere comodamente non solo il suo eccesso di peso (quei 6 kg che erano ampiamente sufficienti) ma anche quello di giro-vita e fianchi, mentre il fastidioso senso di pesantezza e disagio l'abbandonavano.
F., quando i dolori fanno ingrassare e i panini non aiutano...
Signora cinquantenne che si è trovata a ingrassare a seguito di problemi di famiglia. F. ha una grande passione per la cucina, un piacere a cucinare piatti sfiziosi per gli altri, e, di conseguenza, per se stessa. Se a ciò si aggiungono i pasti frettolosi in ufficio, a base di panini, i frequenti festeggiamenti a base di pasticcini, si capisce come le circostanze l'avevano fatta ingrassare fino a renderla irriconoscibile anche a se stessa. Da quando F. ha capito che l'amore per la buona tavola si conciliava bene con la dieta proposta da me, ha cominciato ad uscire dal suo incubo. La lancetta della bilancia ha cominciato a scendere (da un peso iniziale di 72 kg, siamo arrivati ai 60 kg, attualmente mantenuti). Pur con incontri molto distanziati (diverse coincidenze ci hanno reso difficile organizzare dei controlli con frequenza mensile) il peso e il benessere sono tornati quelli di una volta. Gli elementi notevoli di questa storia sono proprio la scoperta che si può dimagrire mangiando con grande gusto piatti prelibati e la grande volontà e capacità di dimagrire anche senza il fiato sul collo del nutrizionista.
H., come dimagrire ed evitare le operazioni
H., giovane imprenditrice, artigiana nel settore alimentare, con storia inveterata personale e familiare di obesità. Mi fu mandata dal suo medico di famiglia in quanto sofferente di “pseudotumor cerebri e riduzione del visus”; solo un dimagrimento “senza se e senza ma” avrebbe potuto essere risolutivo, pena l'urgenza di un'operazione che avrebbe affrontato in pessime condizioni. Il caso è stato risolto brillantemente. Nel corso di un anno di dieta ha perso più di 20 kg di peso (dai 106 kg agli 82), senza accusare mai la fame, ma riuscendo a godere appieno dei benefici del dimagrimento, come pure di alcune piccole occasioni di trasgressione. Nell'anno successivo i controlli, nettamente diradati, hanno permesso di mantenere il peso sui minimi raggiunti. Questa storia insegna chiaramente come, quando vi è una vera e propria necessità medica e c'è una concreta paura per le conseguenze sulla propria salute dell'eccesso di peso, la volontà si esprime al meglio e arrivano dei risultati davvero positivi!
M., quando le diete ipocaloriche non servono a niente
Giovane professionista, di quel sovrappeso dovuto ad una costituzione robusta, con tendenza a quella ritenzione idrica che rende le gambe pesanti e che ingrossa molto a livello di glutei, fianchi e caviglie. Era abituata da tempo a controllare tutte le calorie, con quei programmi di calcolo che rendono l'alimentazione fonte di grande stress e che costringono a pesare scrupolosamente tutto, compreso il condimento a cucchiaini. Insomma, le continue diete ipocaloriche la stavano stressando senza farla dimagrire... Per sua fortuna, M. ha trovato un nutrizionista che all'importanza del conto calorico non ha mai creduto! Per cui, abbandonato definitivamente il pensiero delle calorie, ha cominciato a perdere il peso e a vivere meglio. Persi in pochi mesi i 10 kg che era necessario perdere, il peso si è stabilizzato ed è rimasto sotto controllo per i mesi seguenti.
T., non si scherza con le diete: lo yo-yo
T., ragazza liceale che ho ricevuto ai limiti dell'anoressia (non come peso, ma come attitudine psicologica: estrema restrizione e controllo sul cibo, alternata ad episodi di alimentazione incontrollata); la sua storia era fatta di diete drastiche, dovute all'attività fisica agonistica e a insegnanti senza scrupoli che l'avevano portata al sottopeso. Naturalmente, avevano ottenuto un corpo funzionale alla danza (un peso di 47 kg, per un'altezza di 166 cm) ma indebolito nelle sue altre funzioni, per le serie perdite di massa magra subite. Dopo repentini ed eccessivi dimagrimenti, l'organismo si comporta come un elastico, per cui, rapidamente, torna ad aumentare fino al sovrappeso (l'ho conosciuta ad un peso di 70 kg). A quel punto, la stessa dieta che era servita prima, non faceva più effetto. Mangiare poco, poi ancora meno, fino a cercare di non mangiare per niente. Inframmezzare queste privazioni con grandi abbuffate compensative seguite da vomito era diventato il sistema. La prima cosa è stata fare capire alla giovane T. che si può mangiare normalmente, con determinati criteri, senza digiuni e senza abbuffate, annotando tutto su di un diario. Questo ha portato alla stabilizzazione dell'umore e al calo di peso. Naturalmente è stato molto utile il percorso di psicoterapia che la ragazza stava già seguendo in precedenza e che ha continuato, rinforzando l'effetto della dieta-terapia. Il peso raggiunto, di circa 60 kg, era accettabile per me e anche per T., per cui anche questa storia ha avuto il suo lieto fine.
S., dopo una gravidanza, meglio non pensare al miracolo
S. è il caso tipico di una trentenne che, dopo una gravidanza e oltre un anno di allattamento, si trova con un sovrappeso soprattutto su pancia e glutei: non bastano le 3 sedute di palestra settimanali, l'alimentazione ridotta all'osso, i massaggi linfodrenanti, addirittura un programma di dimagrimento (basato sulla “cavitazione” presso uno di quei centri in cui ti fanno credere che, pagando in anticipo 2000 € e sottoponendoti a diverse torture, si riesce a dimagrire)... Era tutto inutile! Con la nuova dieta, da subito ha cominciato a perdere peso, andando fino in fondo all'obiettivo stabilito insieme. A distanza di un anno dalla fine del nostro percorso, S. ha mantenuto le stesse sane abitudini e ha potuto così mantenere il peso.
L., quando si esce dall'anoressia
L., una giovane donna con storia molto antica di anoressia; fu la migliore amica a convincerla a cominciare a farsi seguire per riuscire a recuperare qualche peso (così magra non voleva più vederla). Con l'assistenza psicologica del suo psicoterapeuta riesce ad accettare di prendere qualche kg (il peso iniziale di 42 kg, quello finale di 47) e gradualmente di mangiare sempre più alimenti. Mese dopo mese ha imparato a mangiare tutto quello che prima le causava il terrore di ingrassare. Le avevo spiegato anche come, spesso, chi si maltratta a quel modo, perdendo massa magra, tende nel futuro a ingrassare molto facilmente. Quando invece L. constatò come l'aumento di peso, che derivava da un'alimentazione gradualmente più adeguata, era un aumento di massa magra, si fidò definitivamente delle mie proposte, fino a desiderare di ottenere quel miglioramento che poteva vedere con i suoi occhi ad ogni BIA. Insomma, dopo anni di magrezza eccessiva, finalmente L. ha ri-trovato un equilibrio e anche il piacere di mangiare, perdendo quelle che erano delle vere e proprie ossessioni. Naturalmente, la parallela psicoterapia è stata determinante e probabilmente continuerà a vita.
N., quando fare da sé causa diturbi ormonali
N. è una ragazza ventenne che, da poco vegetariana, aveva avuto un periodo molto difficile segnato anche da un blocco del ciclo mestruale. La dieta vegetariana auto-gestita che seguiva non la faceva dimagrire, al contrario: N. tendeva a compensare le carenze nutrizionali a cui andava incontro con la sua dieta fai-da-te iper-alimentandosi di dolci. Un'attenta anamnesi alimentare ha evidenziato quali potevano essere gli errori principali dell'alimentazione della giovane, sia quanto a carenze che a eccessi. Apportati gli opportuni cambiamenti al suo piano nutrizionale, il ciclo mestruale è tornato, come pure sono sparite quelle maniglie che avevano cominciato a insidiare fastidiosamente la sua silhouette. Questo è il caso di un cambiamento molto importante che si può ottenere con la dieta, oltre al dimagrimento (di pochi chili, in questo caso): dimostra come l'alimentazione incida profondamente anche sul ciclo. Insegna anche come non sia assolutamente il caso di seguire diete, che possono facilmente rivelarsi sbilanciate, fuori dal controllo specialistico: si possono avere conseguenze indesiderate.
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Il dott. Valerio Rizzo è socio ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica)
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