Alla fine degli anni '70 negli Stati Uniti è scoppiata una vera e propria epidemia di obesità e di malattie legate alle abitudini alimentari. Un problema che sta interessando tutto il mondo.
Il mercato offre porzioni via via più grandi di cibi sempre più grassi. I pasti veri e propri hanno lasciato spazio a spuntini sempre più numerosi e inadeguati: si mangia in macchina, al lavoro, al cinema, davanti alla TV.
Il resto l’ha fatto l’abitudine statunitense di muoversi poco, privilegiando l’automobile per ogni spostamento.Un'offerta sempre più ampia ci induce a mangiare di tutto e a qualsiasi ora. Niente di strano se obesità e sovrappeso sono tanto diffusi.
Manca il tempo di preparare pasti sani, scompaiono i negozi di generi alimentari freschi mentre dilagano le catene di supermercati e i distributori automatici. Al posto dell’acqua, bibite gassate e bevande di ogni tipo.I “cibi-spazzatura” come gli hamburger e le patatine fritte dei fast-food sono delle vere e proprie bombe caloriche. Col “junk food” ingeriamo i grassi più dannosi – idrogenati e trans – zuccheri raffinati come sciroppi di glucosio, fruttosio, glucosio e fruttosio, altri edulcoranti artificiali. Questi alimenti impoveriscono di nutrienti il nostro organismo e aumentano la sensazione di fame.
Quello che manca è il meglio: i nutrienti e i micronutrienti fondamentali per la salute.
Per chi si vede ingrassato e vuole dimagrire, il problema si risolve davvero solo correggendo stile di vita e abitudini alimentari.
Le restrizioni caloriche e l’attività fisica non sono sufficienti, perché obesità e sovrappeso dipendono dalla quantità, ma anche dalla qualità del cibo.