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Vegetariani o onnivori : [02-03-2010]

L'alimentazione "onnivora" è poi così "onnivora" come si dice? Chi fa la scelta di essere vegetariano ha un'alimentazione abbastanza completa? Che cosa si intende per "dieta vegetariana"? Andiamo ad esaminare più da vicino l'alimentazione tipica di chi, per abitudine, mangia o crede di mangiare di tutto e di chi, per una scelta consapevole, esclude determinati cibi. Chi "mangia tutto", ovvero l'onnivoro, molto spesso non mangia affatto tutto. Spesso, nelle abitudini tradizionali del nostro paese, sono presenti e dominanti il pane e altri prodotti della farina di grano raffinata, come biscotti, pizza, piadine, focacce, dolci vari, la pasta, il sugo di pomodoro, l'olio di oliva, poca frutta e verdura, i formaggi, la carne e gli affettati e molti cibi industriali che non si riescono nemmeno a definire come appartenenti ad un gruppo o l'altro, perché contengono talmente tanti ingredienti. Spesso, chi mangia "di tutto" trascura la verdura, la frutta, i legumi, i cereali diversi dal grano e dai suoi prodotti raffinati, i semi oleosi (frutta a guscio), le uova, il pesce e altri tipi di oli. Chi decide di "cambiare qualcosa" della sua dieta, non sempre è per aderire completamente o "ideologicamente" ad un programma pre-definito: spesso decide di "personalizzare" la propria scelta. Forse si vuole solo fare una scelta, in quanto tale consapevole. Può decidere di rinunciare: alla sola carne, a carne e pesce, a carne, pesce, uova e latticini. Solo chi toglie completamente carne e pesce può dirsi vegetariano; senza togliere uova e latticini, ci si può definire anche "latto-ovo-vegetariani"; chi si spinge fino a togliersi anche questi alimenti (e anche il miele), è un vegano. Quando un vegano giunge al limite di privarsi anche di cereali (pasta, pane, ce…) e tuberi, comincia una sua "dieta" del tutto particolare per cui non esiste nemmeno un nome e che porta necessariamente al deperimento. La scelta di come mangiare può essere dettata dai motivi più diversi, ma dovrebbe essere sempre fatta con cognizione di causa. Infatti, l'alimentazione risponde a dei precisi fabbisogni: principalmente si deve mirare a mantenere la massa magra, possibilmente riducendo la massa grassa; ciò può avvenire solo introducendo sufficiente ma non eccessiva quantità di calorie provenienti da un'alimentazione abbastanza equilibrata. E' consigliabile in particolare il ricorso al consiglio di un professionista, che valuti se il complesso di alimenti che si è deciso di consumare determini o meno il rischio di avere delle carenze nutrizionali. Naturalmente, anche la "non scelta" di chi continua a mangiare senza una particolare "impostazione" può rivelarsi dannosa e fonte di malessere, carenze e disturbi vari, in quanto l'alimentazione "onnivora", come abbiamo visto, ai nostri giorni, non è necessariamente la più completa. Quest'alimentazione a volte può rivelarsi anche "intossicante" perché non tutti tollerano tutti i cibi nelle quantità usualmente consumate. Infatti, chi si considera "onnivoro", spesso, per motivi di gusti personali, non mangia alcuni alimenti: in questo caso può essere necessaria una "educazione", che, se assistita dal professionista della nutrizione, giunge spesso a buon fine, giungendo a "normalizzare" la dieta. Infatti, l'esclusione di certi gruppi di alimenti dalla dieta, comporta la necessità di compensare con l'apporto di altri o con la supplementazione. In condizioni normali, chi fa una scelta in senso vegetariano, dimostra una certa sensibilità verso il tema dell'alimentazione in generale, è spesso sensibile ai temi dell'ecologia e finisce con l'assumere, regolarmente e in quantità adeguate, frutta e verdura, cereali integrali, legumi, uova, formaggi, derivati della soia, frutta secca, oli diversi dall'oliva: così facendo, potrà mantenere un ottimo stato di salute e di nutrizione. Diversamente, la scelta di escludere ogni prodotto di origine animale (dieta vegana) può rivelarsi piuttosto rischiosa per la salute e andrebbe valutata con estrema attenzione e non presa alla leggera. Prevede necessariamente un controllo esperto, in quanto il rischio è la malnutrizione e molti disturbi. Non è raro infatti assistere al progressivo declino dello stato nutrizionale di giovani (perlopiù ragazze) che decidono, per moda, motivi psicologici, sportivi (danza o altro) di dimagrire rendendo la propria alimentazione sempre più carenziale (soprattutto per chi decide di consumare solo frutta e verdura per lunghi periodi): i primi rischi, a breve termine, sono legati alla perdita di massa muscolare e alla perdita del ciclo mestruale: quando la "dieta" si protrae per lunghi periodi si può incorrere in una forma di anemia e si comincia a porre le basi per la perdita di massa ossea (osteopenia e osteoporosi). Questo perché, purtroppo, molte volte queste scelte, particolarmente quelle più estreme, si fanno senza molta considerazione per la propria attuale condizione, senza nessuna valutazione dei propri fabbisogni nutrizionali reali, legati all'età, all'attività quotidiana, allo stress, per cui si rivelano fonte di squilibri metabolici ed enzimatici. Si rischia a volte di ottenere un risultato opposto: in un primo periodo il peso cala, anche troppo velocemente, per poi smettere di calare (il corpo si difende dal deperimento totale). Ma è allora che subentra il calo di energia e un senso di stanchezza che corrispondono, sul piano della composizione corporea, alla comparsa della ritenzione idrica e della disidratazione cellulare. Questi fenomeni dimostrano che si è causato un calo di metabolismo che nel futuro porterà, tra le altre conseguenze, ad un nuovo aumento di peso corporeo.

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Il dott. Valerio Rizzo è socio ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica)
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