Articolo apparso oggi su Vivereinarmonia.it - intervista al dott. Valerio Rizzo, biologo nutrizionista
Si può leggere l'articolo sul link:
http://www.vivereinarmonia.it/benessere/articolo/potassio-alleato-contro-lictus_140411132157.aspx
Tre banane al giorno proteggono il cuore. Uno studio congiunto dell’università di Napoli e dell’ateneo di Warwick, in Gran Bretagna, ha dimostrato che il potassio contenuto in questi frutti non solo abbassa la pressione arteriosa, ma è anche in grado di controllare l’equilibrio dei liquidi nel nostro organismo. Il numero di banane non è scelto a caso: ognuna contiene circa 500 mg di potassio e, consigliando di introdurne almeno 1600 mg al giorno, il calcolo è presto fatto. Non basta. Si è visto che consumarle in tre momenti differenti della giornata (colazione, pranzo e cena) riduce del 21% la possibilità di avere un ictus. Detto ciò, quando si parla di alimentazione, è sempre bene evitare le generalizzazioni: più che alle banane (che potrebbero non essere adatte in alcuni regimi dietetici), plauso e meriti vanno al potassio, un elemento essenziale per il nostro benessere.
Inversamente proporzionale al sale. Sodio e potassio sono agli antipodi della nostra dieta: quanto il primo (se consumato in eccesso) è pericoloso, tanto il secondo è vantaggioso per il suo effetto protettivo nei confronti delle lesioni vascolari. Il loro rapporto ottimale dovrebbe essere di cinque parti di potassio e una di sodio: insieme regolano il volume dei liquidi dell’organismo, mantengono normale il ritmo cardiaco e sono responsabili delle contrazioni muscolari. Il livello di sodio nel sangue è controllato dai reni, che ne eliminano un eventuale eccesso con le urine. Il potassio facilita questa fase di smaltimento, comportando di conseguenza la riduzione di pressione arteriosa nei soggetti con ipertensione. “Il nostro organismo è costituito di cellule e liquidi extracellulari – spiega Valerio Rizzo, biologo nutrizionista (www.biologonutrizionista.it) – La quasi totalità del potassio si annida all’interno delle cellule, mentre il sodio si concentra nei liquidi circosta
nti: questa ripartizione permette una differenza di potenziale nelle membrane cellulari, ovvero la compresenza di due ambienti così diversi da permettere la conduzione elettrica”.
Le membrane cellulari sono piccole “batterie” che presentano una differenza di potenziale (cioè una tensione “elettrica”) tra il nucleo interno e la parte esterna, che serve a evitare la formazione di processi infiammatori, dolori alle ossa, ma anche la corretta propagazione dell’impulso nervoso. Il potassio stimola anche i reni a produrre urina, svolge un’azione diuretica e favorisce l’eliminazione dei liquidi accumulati, soprattutto quando c’è un eccesso di sale nella dieta, responsabile di gonfiori e ritenzione idrica. Al contrario, una sua carenza – tenendo conto che, essendo un minerale, viene facilmente eliminato attraverso il sudore, l’urina o episodi di diarrea – può determinare crampi muscolari, senso di spossatezza, difficoltà di recupero dopo uno sforzo fisico, irritabilità e confusione mentale, sonnolenza, fragilità ossea, ipertrofia renale e battito cardiaco rallentato.
Dove si trova. “Il potassio viene assunto soprattutto a tavola – ricorda Rizzo – Purtroppo, l’alimentazione moderna è sempre più povera di minerali: se una parte va persa con la cottura, d’altra parte la stessa coltivazione dei vegetali è sempre più ‘spinta’ chimicamente e dunque meno ricca di minerali, vitamine e antiossidanti”. Se questo impoverimento rende sempre più difficile sopperire al nostro fabbisogno quotidiano di nutrienti, il potassio è comunque presente nella frutta e nelle verdure, nei legumi secchi e nei semi oleosi a guscio, nel cacao amaro, negli aromi (prezzemolo, basilico, aneto), nello stoccafisso e nei pesci di fiume. In particolare, si trova nelle banane, nell’avocado, nelle patate, nei cereali integrali, negli agrumi, nelle carote e negli asparagi. “Anche 20 o 30 grammi di prezzemolo consumati nelle insalate apportano una buona quantità di potassio – suggerisce Rizzo – In generale, bisogna aumentare la quantità di vegetali crudi, perché le foglie verdi,
dalla rucola alla lattuga, dal prezzemolo al basilico, possono essere preziose”.
Quando ricorrere agli integratori. E se l’alimentazione non basta? In commercio esistono numerosi integratori a base di potassio, che possono avere diverse forme (cloruro di potassio, aspartato di potassio, ascorbato di potassio, bicarbonato di potassio). E’ importante leggere attentamente l’etichetta della composizione, perché alcuni possono contenere una miscela composta per il 50% da cloruro di potassio e per l’altro 50% da cloruro di sodio: meglio starci alla larga in caso di ipertensione. “Ottimo può essere l’ascorbato di potassio – conclude Rizzo – perché questo minerale è associato con un potente agente antiossidante, come la vitamina C, facilmente assimilabile e importante per regolare il metabolismo cellulare”.
Una dieta varia ed equilibrata è come sempre la regola numero “uno”: “Mangiare in maniera poco sana ed eccedere con gli zuccheri, i grassi o le calorie provoca un’acidificazione dell’organismo che, oltre a indebolirlo e renderlo più sensibile a infezioni e affaticamento, conduce a una perdita di sali minerali”. Per ristabilire il normale equilibrio acido/basico, calcio, potassio, sodio e magnesio vengono prelevati dalle riserve dell’organismo e sottratti alle ossa, ai denti e alle cellule. “Questo spiega perché, pur assumendo tanti sali minerali, un’alimentazione scorretta può annullarne l’effetto. Bisogna sempre partire dalla giusta nutrizione, perché l’integrazione al di là del piatto spesso può non bastare”.