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Obesita' e velocita' del consumo dei pasti : [29-12-2009]

E' da molto tempo che si è osservato come chi mangia molto velocemente tenda ad ingrassare di più di chi consuma i pasti con tranquillità.

Il momento del pasto dovrebbe essere davvero dedicato a se stessi, apprezzando il cibo che si mangia, traendone piacere non solo per lo stomaco (per il senso di pienezza e di di soddisfazione che ne deriva) ma anche per la vista e per il palato.
Mangiare con tranquillità vuol dire tutto questo e implica anche, come condizioni "sine qua non", il fatto di mangiare da seduti, possibilmente in compagnia, evitando di fare altre cose nel frattempo, in primo luogo guardare la televisione.

Negli Stati Uniti una percentuale elevatissima dei pasti viene consumata in auto, durante il lavoro, camminando, guardando la televisione; questi pasti sono spesso composti da cibi confezionati che vengono riscaldati al momento. In quel paese la percentuale di obesità è cresciuta oltre ogni limite, a causa sicuramente di tutti e ciascuno di questi fattori.

Mangiare molto velocemente ha almeno queste conseguenze:
- si mangia molto, prima di avvertire un senso di sazietà,
- si digerisce male,
- non si assorbono i nutrienti, ma solo le calorie, che spesso sono in eccesso...

Mangiare mentre si fanno altre cose (mentre si lavora, sottoposti a stress, davanti alla televisione, ecc...) vuol dire:
- non si fa attenzione a quello che si mangia,
- si mangia trasportati dalle emozioni suscitate da ciò che ci accade intorno,
- si tende ad avere fame dopo un tempo inferiore, successivamente, in quanto, in un certo senso, non ci si è accorti del pasto precedente...

Infatti, è stato testato uno strumento che serve a misurare la velocità del consumo dei pasti, che dà informazioni sulle quantità consumate e avverte quando si esagera con la velocità.
In un esperimento recentemente condotto facendo consumare più lentamente i pasti ad un gruppo di ragazzi obesi, si è osservato che i ragazzi mangiavano porzioni più piccole e avevano ridotto la velocità di assunzione del pasto dell'11%, con una ottima riduzione del grasso corporeo.
Nel gruppo di controllo, composto da ragazzi che non avevano "rallentato i pasti", pur adottando misure tradizionali per tenere sotto controllo il peso, i miglioramenti sono stati molto inferiori.
Per i ricercatori si tratta della prova evidente che mangiare lentamente può essere utile per migliorare i risultati di calo ponderale in chi vuole dimagrire senza ricorrere ai farmaci.

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Il dott. Valerio Rizzo è socio ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica)
N. iscrizione Ordine Nazionale dei Biologi: 057707
p. IVA 04212010286
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