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OBESITA' E DEPRESSIONE : [10-03-2010]

Mentre l'immagine della persona "in carne" è sempre stata collegata al piacere della buona tavola, ad un atteggiamento gaudente nei confronti della vita e quindi ad un senso di gratificazione e di "benessere", oggi, ed è esperienza comune il constatarlo, le cose stanno diversamente. Uno studio recente ha infatti sancito come esista un legame tra depressione e obesità e tra obesità e depressione. Le persone obese hanno un rischio decisamente più elevato di sviluppare depressione, tanto quanto le persone depresse rischiano di diventare obese. Ma come può essere questo, se è vero che mangiare è uno degli ultimi "piaceri" che ci rimangono? Si può individuare un'origine per la depressione nell'obesità, per il tramite dell'infiammazione cronica: mangiare, per qualsiasi motivo lo si faccia in eccesso o nel modo sbagliato, fa ingrassare e contribuisce, allo stesso tempo, ad instaurare uno stato di infiammazione cronica dell'organismo (fegato, intestino, sistema nervoso…) che è lo stesso che appare collegato all'insorgenza della depressione. Si possono poi individuare dei motivi psicologici: se si ingrassa, ci si sente poi "poco desiderabili", ci si "chiude in casa" (e quindi si mangia ancora di più); chi tende inizialmente ad avere scarsa autostima, tenderà ad affogare il suo malessere nel cibo, in particolare nel cibo "spazzatura", il più coinvolto nell'origine dell'obesità: così non farà che ridurre l'autostima. E' esperienza comune osservare come chi ingrassa tende a mangiare di più e peggio, come se il "grasso" chiamasse il "grasso". Naturalmente, in conclusione, chi mangia affogando negli spuntini la sua emotività, il più delle volte repressa, tende a peggiorare di giorno in giorno lo stato emotivo e, quindi, a mangiare sempre più e peggio, in un circolo vizioso senza fine. Spesso chi si trova in tale situazione ha bisogno di un doppio aiuto: quello del nutrizionista e quello dello psicologo: infatti, fino a che non si affrontano i disagi e le emozioni che portano ai cattivi comportamenti alimentari, sarà ben difficile sradicarli. Allo stesso tempo, chi affronta la sua depressione ed è in una condizione di forte sovrappeso, probabilmente avrà difficoltà a risolvere i problemi psicologici fino a che non ridurrà l'infiammazione cronica del suo organismo, dovuta insieme alle sue scorrette abitudini alimentari e all'utilizzo cronico di determinati alimenti, nell'ambito di un'alimentazione quasi sempre sbilanciata.

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Il dott. Valerio Rizzo è socio ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica)
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