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Il pesce nella Dieta Mediterranea : [26-11-2010]

L'utilizzo regolare del pesce è un aspetto importante per la Dieta Mediterranea.
Per la gente normale, non si trattava certo di manicaretti (branzino al finocchietto selvatico, rombo al forno, sanpietro a vapore con maionese, carpaccio di pesce spada o amenità simili…), ma si trattava spesso di prodotti molto semplici: il pesce povero che passava il convento in quella stagione.

Nelle famiglie povere accadeva di avere una sola aringa affumicata al centro della tavola, che tutti usavano per insaporire la polenta o il pane.
Poteva anche trattarsi di pesce di fiume, o di lago (oggi specie quasi sconosciute ai più).

Il pesce era considerato cibo "magro", ovvero si poteva mangiare anche quando si richiedeva una forma di "purificazione", fatta per motivi più o meno religiosi.
Oggi come oggi, la purificazione della Quaresima corrisponde alla dieta che ci si impone per cercare di ovviare ai danni combinati con anni di eccessi.

Come sempre nelle tradizioni, c'era in questa convinzione un fondamento: il pesce più grasso è comunque più magro della carne più magra.

Ma c'è di più: il vantaggio del pesce è che i suoi grassi hanno un elevato livello di insaturazione: i grassi insaturi (soprattutto gli omega 3) sono vantaggiosi, in quanto utili al nostro metabolismo e strutture cellulari.

Mangiare i grassi del pesce, diversamente da quelli della carne, contribuisce a mantenere il nostro sistema nervoso in buona salute, a prevenire o a ridurre l'infiammazione, a prevenire le malattie.

E' soprattutto il pesce azzurro e il salmone ad essere ricco di questi grassi, che sono anche potenti antinfiammatori naturali.

Anche le proteine del pesce sono di ottimo valore biologico: equivalgono a quelle della carne.
Anche il contenuto di ferro del pesce è elevato, diversamente da quello che si potrebbe pensare.

Inoltre, il pesce contiene un sacco di vitamina D e calcio (utili per bambini e donne), iodio (per i problemi del metabolismo lento, per le tiroiditi), magnesio e altri minerali, proprio perché vive in un ambiente, quello acquoso, dove queste sostanze sono presenti e abbondanti.

I pesci sono creature molto dinamiche e un po' del loro dinamismo farebbe molto bene a chi deve dimagrire!
Anche il pesce d'allevamento, oramai così diffuso, è comunque sempre in movimento, diversamente dagli animali di terra (pensiamo alle vacche e ai maiali sempre fermi nei loro recinti).

Dobbiamo sapere che il pesce, poiché vive in un ambiente che spesso è contaminato, rischia di accumulare determinate sostanze che possono esserci tossiche: metalli pesanti, organo-metalli, diossina, PCB, ecc…
Questo è un problema che riguarda soprattutto il pesce di taglia grossa, che faremmo meglio a mangiare solo raramente: il pesce spada e il tonno in primis, ma anche lo squalo (il cagnoletto, il così detto vitello di mare…). Infatti, questi pesci hanno, nella loro lunga esistenza, avuto l'occasione di ingozzarsi per bene.

Anche la presunta difficile gestione (pulizia, cottura, consumo) del pesce è in realtà una leggenda: è solo questione di abitudine. Chi non vuole o può farlo personalmente, può farselo pulire in pescheria!

Per quanto riguarda le cotture e le preparazioni, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Anzi, si farebbe bene a variare un po', per scoprire così un nuovo piacere nel consumarlo.

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Il dott. Valerio Rizzo è socio ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica)
N. iscrizione Ordine Nazionale dei Biologi: 057707
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