In generale, un alimento può essere considerato funzionale se “dimostra in maniera soddisfacente di avere effetti positivi su una o più funzioni specifiche dell’organismo, che vadano oltre gli effetti nutrizionali normali, in modo tale che sia rilevante per il miglioramento dello stato di salute e di benessere e/o per la riduzione del rischio di malattia” (liberamente citato da www.eufic.org).
Ad esempio, siamo bombardati da pubblicità su latte o yogurt che dovrebbero far crescere forti e sani i bambini, su merendine addizionate di fermenti lattici per potenziare il sistema immunitario, e di esempi ce ne sarebbero a iosa. Ebbene, recentemente l'Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare (EFSA) ha sancito che in circa il 90% dei casi analizzati gli slogan pubblicitari con cui i prodotti in questione vengono promossi non corrispondono a reali proprietà benefiche dei prodotti stessi (non esistono seri studi scientifici che possano provare gli effetti decantati).
Come al solito, delle molte richieste di esame pervenute all'Autorità, la maggior parte riguarda alimenti destinati ai più piccoli, ovvero i più indifesi e creduloni dei consumatori, nonché quelli sulla cui salute eventuali eccessi o difetti nutrizionali, spesso coperti da etichette così allettanti, hanno più effetto.
Insomma, non basta leggere, sulla confezione di un prodotto, la dicitura "diet" o "0,1% di grassi" o "magro" o "adatto allo sportivo" o "senza colesterolo" per essere sicuri della qualità e degli effetti di un prodotto. Anzi, personalmente, starei alla larga soprattutto dai prodotti molto pubblicizzati e che decantano proprietà benefiche.