Negli ultimi decenni è stata messa in grande rilievo l'importanza del consumo di frutta e verdura in relazione a una varietà crescente di malattie. In particolare, ormai è assodato che questo gruppo di alimenti ha un ruolo prominente nella protezione dal rischio di osteoporosi e comunque di perdita di massa ossea. Questo avviene in quanto l'osso è al centro dell'equilibrio acido-base corporeo, ovvero è responsabile dei meccanismi di tamponamento dell'acidità che fisiologicamente l'organismo determina con le normali reazioni del metabolismo (cataboliche in particolare). Condizioni naturali, patologiche e sperimentali, di sovraccarico acido e di acidosi metabolica, sono state associate con ipercalciuria (eccesso di calcio escreto nelle urine) e bilancio negativo di calcio (più calcio perso dall'organismo di quello introdotto con la dieta), mentre sono stati dimostrati, ancora più recentemente, gli effetti negativi di un elevato apporto di alimenti “acidi”, ovvero di una “dieta acidificante” sulla mineralizzazione ossea. In realtà, sebbene da molto tempo si stiano svolgendo ricerche sull'importanza della struttura ossea come fonte di “soluzioni tampone” in grado di assicurare il mantenimento del pH corporeo e per la difesa del sistema contro gli squilibri acido-base, solo molto recentemente sono stati esplorati e valutati a fondo gli effetti di un possibile legame positivo tra alti livelli di consumo di frutta e verdura e gli indici di salute ossea. Così, molti studi recentemente pubblicati hanno dimostrato l'effetto benefico dell'apporto di frutta, verdura e potassio sulla massa ossea assiale (colonna vertebrale) e periferica e sul metabolismo osseo in uomini e donne di tutte le età. Tutto ciò però fatica ad emergere. In conseguenza di questo ritardo nella divulgazione di queste recenti acquisizioni, a tuttora il consiglio dietetico prevalente per le donne in menopausa, che, per motivi ormonali, cominciano a perdere massa ossea, è quello di mangiare molti latticini. Questo non solo può essere inutile, ma anche dannoso, sia dal punto di vista dell'aumento ponderale, che facilmente si accompagna, ma anche da quello del rischio-osteoporosi, per l'acidità metabolica che determina.