Probabilmente sono delle ovvietà, ma di quelle che è sempre meglio ripetere due volte...
Dicevamo: la frutta e la verdura devono essere la base di una vera dieta mediterranea.
Il primato è in realtà conteso tra questo gruppo di alimenti e il gruppo dei cereali.
Io ritengo che, dato il modesto fabbisogno di calorie del cittadino medio, il primato andrebbe a verdure e frutta.
Questo gruppo di alimenti apporta:
vitamine, quelle idrosolubili (gruppo B e C), i carotenoidi, la vitamina k, ecc.
minerali (calcio, ferro, potassio, magnesio, selenio, ecc…)
fibra, sia quella detta solubile che quella insolubile
zuccheri (soprattutto fruttosio, a lento rilascio, ovvero a basso indice glicemico)
antiossidanti (diverse vitamine, la C, la A, la E, gli Antociani, i polifenoli, il Resveratrolo, la Super Ossido Dismutasi, il Glutatione, ecc…)
Questo tipo di alimenti naturalmente risente, per le proprie qualità organolettiche e le proprie caratteristiche nutrizionali, della freschezza, che dipende a sua volta:
dal tempo trascorso dal raccolto,
dal territorio e dal terreno in cui è prodotto,
dalla stagionalità,
dalla tecnica di coltivazione e quindi
dalla quantità di sostanze chimiche impiegate,
dalla distanza percorsa dopo il raccolto,
dalla quantità di passaggi dalla raccolta al consumo,
Più consumiamo prodotti freschi, più abbiamo una dieta ricca di sostanze con effetto vantaggioso per la salute.
Questo è stato dimostrato in diversi studi che valutano il contenuto di vitamine in frutta e verdura a tempi diversi dopo la raccolta (es: le mele entro 2-3 mesi dalla raccolta ancora sono ricche di vitamina C, mentre dopo 6-9 mesi hanno un contenuto ridotto di questa vitamina).
Per avere prodotti migliori, dobbiamo cercarli più vicini alla fonte: preferibilmente attraverso i Farmer's market (mercatini dei produttori), i Gruppi di Acquisto Solidali, l'autoproduzione. Questo genere di attenzioni può avere molta importanza per la nostra salute.
La stagionalità prevede che consumiamo i prodotti freschi del nostro territorio nella stagione giusta, ovvero che mangiamo prodotti coltivati con minore impiego di sostanze inquinanti, che hanno percorso minori distanze, inquinando perciò di meno.
La produzione biologica di cibo implica un minore utilizzo di sostanze chimiche per le colture, ovvero l'utilizzo di sostanze con impatto minore sulla nostra salute e per il terreno, le falde acquifere e l'atmosfera. Per tutte queste ragioni direi che è importante consumare biologico. E' inoltre stato osservato come i prodotti biologici siano più ricchi di vitamine dei prodotti da agricoltura convenzionale.
Frutta e verdura andrebbero consumate di tutti i colori, per garantirci un apporto di tutti gli antiossidanti e le vitamine (infatti ogni colore segnala la presenza di un particolare fito-composto).
Il nutrizionista consiglia di consumare la frutta soprattutto fuori pasto e la verdura, almeno una volta al giorno, prima del pasto.
Le verdure verdi sono specialmente importanti in quanto tamponano, con il loro contenuto di bicarbonati e altri minerali alcalinizzanti, l'acidità che il nostro metabolismo produce.
Valerio Rizzo,
biologo nutrizionista a Padova, Pesaro, Rimini, Senigallia
www.biologonutrizionista.it
info@biologonutrizionista.it
Dato il carattere estremamente personalizzabile degli argomenti trattati, chi desidera approfondire l'argomento, può contattare il dott. Rizzo via e-mail o prenotare un consulto nutrizionale.