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Disbiosi intestinale e dieta : [09-10-2009]

Il nostro intestino ospita migliaia di miliardi di batteri, di cui una certa varietà è essenziale al normale metabolismo, partecipando alla digestione degli alimenti, all'assimilazione dei nutrienti, alla fermentazione della fibra alimentare, ma anche alla protezione del nostro organismo dagli attacchi della flora batterica patogena proveniente dall'esterno.
Quest'ultimo aspetto infatti è particolarmente importante, visto e considerato che il nostro intestino costituisce la più grande superficie di contatto tra noi e l'ambiente esterno.
I fermenti “buoni” presenti nel nostro intestino ci proteggono quindi dagli attacchi del mondo esterno, sia per quanto riguarda i batteri che gli allergeni alimentari, con la loro azione positiva sulla digestione e sull'integrità delle cellule e giunzioni tra le cellule intestinali.
A causa dell'alimentazione moderna, della carenza di fermenti introdotti con l'alimentazione, della carenza di fibra, dell'eccesso di zuccheri semplici e di carboidrati raffinati in generale o, d'altra parte, di alimenti proteici di origine animale, di tossine chimiche, di cure antibiotiche, dell'acidità metabolica e di molti altri fattori, spesso le persone si trovano in una situazione di “disbiosi intestinale”.
Quando sono presenti sintomi come cattiva digestione, gonfiore addominale, meteorismo e flatulenza, sintomi spesso attribuiti a "intolleranze alimentari", è ipotizzabile una disbiosi fermentativa.
Quando è presente stitichezza, probabilmente ci si trova in disbiosi putrefattiva, spesso conseguente all'eccesso di proteine nella dieta.
In entrambi i casi occorre rimettere in sesto e in equilibrio la flora batterica intestinale.
Se la situazione invece permane tale, i sintomi peggiorano e si radicano; la presenza di fermentazioni e putrefazioni non fisiologiche favorisce la presenza in circolo di sostanze potenzialmente nocive per il metabolismo; inoltre, mancando i principali responsabili della corretta digestione, molti nutrienti essenziali non sono assorbiti dal cibo, inducendo per questa via un rallentamento del metabolismo, mentre altri (in particolare gli zuccheri) possono essere assorbiti in eccesso, causando aumento di peso.
Tra l'altro, il rallentamento stesso dei processi digestivi, induce un rallentamento di tutto il metabolsimo, con riduzione del consumo calorico e conseguente potenziale aumento di peso.
Per tutte queste ragioni, spesso, in un percorso di dieta finalizzato al dimagrimento e al recupero di uno stato nutrizionale corretto, è essenziale rimettere in salute l'intestino mediante una cura con fermenti lattici.

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Il dott. Valerio Rizzo è socio ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica)
N. iscrizione Ordine Nazionale dei Biologi: 057707
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