Al giorno d'oggi, un numero sempre maggiore di famiglie trova seria difficoltà ad arrivare a fine mese. C'è stato un aumento del costo della vita per cui i prodotti “salutistici” o comunque sani sono sempre più visti e considerati come prodotti di lusso, mentre purtroppo tutto ciò che costa poco è particolarmente attraente e spesso fa ingrassare.
Vediamo come...
Si tende a spendere per l'alimentazione una percentuale sempre minore dello stipendio, che viene invece impiegato in massima parte per il rimborso del mutuo, per l'affitto della casa, per la retta dell'asilo, per i beni tecnologici, il carburante, le bollette, ecc...
Il problema è che, quanto meno si spende per l'alimentazione, tanto più cala la qualità dei prodotti acquistati. Se si va a fare la spesa con i soldi contati, si tende a cadere nei tranelli della grande distribuzione, che affida alle tecniche di marketing, e non alla serena valutazione, da parte del consumatore, della qualità dei prodotti stessi, il successo della propria politica di produzione e di vendita.
Per questo, se si deve spendere poco per la spesa, si tenderà a privilegiare gli alimenti più largamente pubblicizzati, prodotti, trasformati e confezionati industrialmente, per i quali il produttore ha reperito le materie prime al costo più basso sul mercato.
Le “materie prime al costo più basso”, combinate o trasformate nelle “materie prime dalle caratteristiche più allettanti” sono una miscela esplosiva: fanno letteralmente esplodere (ingrassare oltre ogni limite: all'americana) il povero consumatore !!!
Molti prodotti, ricchi di grassi vegetali idrogenati e di zuccheri modificati, sono venduti in confezioni eccessivamente grandi e a prezzi così bassi o con offerte così allettanti che danno l'idea al consumatore di fare un affare. Purtroppo non è così.
Quando si spende poco comprando molto si nutre la massa grassa e si denutre quella magra.
Insomma, spendere poco per la spesa non fa dimagrire, anzi: fa ingrassare!!!
Accade infatti che, quando riempiamo la dispensa di brioches, biscotti, piadine, pizze surgelate, sofficini ripieni e panati, gelati, creme da spalmare, bibite gassate, hamburger, sottilette, attratti spesso da offerte irrinunciabili, di fatto stiamo facendo alcuni errori grossolani:
acquistiamo molto di più di quanto ci serva: in questo modo ci sentiremo poi in dovere di consumare e comunque ce ne creiamo, per le settimane a venire, l'occasione;
acquistiamo sempre prodotti trasformati in modo da renderli tossici per il nostro organismo (l'esempio dei grassi vegetali idrogenati è lampante: prodotti che andrebbero banditi dal mercato per le loro infauste conseguenze sulla salute);
acquistiamo prodotti aggiunti di sostanze capaci di farci aumentare l'appetito (l'esempio del glutammato monosodico valga per tutti);
acquistiamo prodotti aggiunti di sostanze che creano dipendenza (sciroppo di glucosio-fruttosio e altri).
Occorre inoltre tenere conto che, spesso, riempiendo il carrello di alimenti del genere, evitiamo per questo di comprarne altri che invece, meno trasformati, meno appariscenti e più sani, ci renderebbero ben altro servizio: sto parlando di frutta, verdura, legumi, olio extravergine d'oliva, pesce fresco locale, specialmente quello azzurro.
Se a ciò si aggiunge che, talvolta, chi deve dimagrire, per carenza di risorse, destinate all'acquisto di un mega-schermo ultra piatto, è costretto a rinunciare all'iscrizione in palestra o alla visita di controllo dal nutrizionista, cominciamo a comprendere come, in tempi di crisi non succeda più, come una volta, di dimagrire, ma invece avvenga più facilmente di ingrassare.