Chi vuole dimagrire si trova di fronte a moltissime possibilità: provarci da solo, secondo una ricetta trovata su di una rivista, seguire la dieta di un'amica, andare in studio da un dietologo o nutrizionista o rinunciarci in partenza e continuare a ingrassare.
Tra chi decide di frequentare uno studio, si può trovare un ampia scelta di metodi e di filosofie applicate, dai quali spesso dipende il risultato del percorso, a livello di salute e di risultati (peso).
Così accade spesso che, disarmati di fronte ad una molteplicità di offerte diverse, tendenzialmente privi di quella che può definirsi una vera e propria educazione alimentare, ci si trova a seguire indicazioni spesso sbilanciate, fornite per compiacere il suo bisogno di dimagrire velocemente.
Ecco, è proprio questo il punto: quello che abitualmente viene fornito come metodo per dimagrire velocemente, ovvero una dieta iper-proteica, è recentemente stato definitivamente smascherato come un metodo nocivo di dimagrire. La dieta iperproteica normalmente viene denominata “dieta chetogena” o “dieta Atkins”, a seconda che ci si riferisca ad uno dei suoi effetti sul metabolismo (la produzione dei corpi chetonici, o ad uno dei suoi propugnatori principali).
A questo proposito va detto infatti che una simile dieta riproduce la condizione metabolica del digiuno: elimina o quasi i carboidrati (cioè zuccheri semplici e complessi come quelli dei cereali e spesso anche della frutta) dalla dieta e in compenso prevede una quota alta (eccessiva) di proteine animali e grassi. In questo modo si induce il metabolismo a ottenere dagli acidi grassi l’energia necessaria. Ora, l'accumulo di corpi chetonici potenzialmente acidifica l'organismo come potrebbe farlo, per esempio, un'intossicazione da alcol metilico. In casi estremi si possono avere effetti molto dannosi a carico di diversi organi.
Infatti (ed è riportato su una delle più prestigiose riviste a livello internazionale di scienza (The Lancet)) un'équipe di ricercatori ha dimostrato l'effetto potenzialmente pericoloso della dieta chetogena. Quali sono alcuni dei sintomi più evidenti di quest'effetto?
All'ordine del giorno troviamo stipsi, diarrea, alitosi, cefalea e senso di spossatezza. Inoltre aumenta il carico di lavoro dei reni e, con l'alterazione dell’equilibrio acido basico, si può giungere alla demineralizzazione delle ossa (da qualche parte, il calcio per tamponare l’acidità va pur preso).
Con tutto ciò, chi adotta una simile dieta spesso ottiene un effetto di dimagrimento veloce e quindi, dal suo punto di vista, è soddisfatto. Il problema è che tutti gli studi dimostrano come in capo a un anno il peso perso ritorna e che quindi sul medio termine si ottiene lo stesso effetto che si otterrebbe con una dieta molto più bilanciata. Sul lungo termine, invece, non è chiaro quali possano essere le conseguenze sulla salute, sul peso e sulla composizione corporea del ricorso a questo regime.