Se ne parla molto... ma cosa sono? Se ne possono distinguere diversi tipi:
Infatti, se andiamo a vedere le definizioni,
le SOFISTICAZIONI riguardano l'aggiunta di coloranti o reagenti ai prodotti per aumentarne l'indice di gradimento (es: si aggiungono coloranti gialli alla pasta per farla sembrare all'uovo; si aggiunge clorofilla all'olio di semi per farlo sembrare d'oliva...);
le ADULTERAZIONI riguardano il peggioramento della qualità organolettica di una merce, causato intenzionalmente dall'uomo, per abbassare i costi di produzione (es: mettere orzo nel caffè, acqua al vino o al latte...);
le FALSIFICAZIONI si hanno quando si sostituisce un prodotto o un ingrediente normalmente presente in una merce con un altro che invece non dovrebbe esserci (es: si usa la margarina dichiarando la presenza di burro);
le CONTRAFFAZIONI si fanno quando si usa indebitamente il nome o il marchio di un prodotto tipico (per esempio si chiama parmigiano reggiano un formaggio che non lo è...);
a queste personalmente aggiungerei altri tipi di CONTRAFFAZIONI, che sono quelle che ormai tutti accettano: ovvero quando ora viene venduto allo stesso nome un prodotto che una volta (dico fino a poche decine di anni fa) era molto diverso, ovvero non conteneva sostanze ora presenti, aveva sapore, consistenza, colore e effetti metabolici molto diversi; questa è una contraffazione più culturale, del gusto (esempi di questo tipo di frodi seguiranno in apposita newsletter). Sono casi anche più subdoli dei precedenti, perché di questi il consumatore è complice, oltre che vittima.
Che cos'hanno tutte queste frodi in comune?
Che permettono di abbattere i costi di produzione, peggiorando la qualità del prodotto venduto, talvolta senza alcun riguardo nemmeno per le conseguenze per la salute del consumatore. Si vogliono aumentare i profitti a scapito della nostra salute. E lo strumento di questo mercato, per noi tossico, non è uno spacciatore straniero all'angolo della strada, ma un qualsiasi supermercato e un prodotto ivi venduto!
Il risultato?
Molte volte, le sostanze presenti nei cibi, che ne alterano la qualita', possono dare origine a intossicazione in acuto o dare tanti altri effetti diversi.
Spesso gli effetti non sono acuti, ma cronici, derivanti da accumulo delle eventuali tossine.
Anche senza considerare le sostanze con effetti chiaramente gravi (cancerogeni o neurotossici) ci sono molte sostanze che agiscono sul metabolismo, rallentandolo.
Queste sostanze, se rallentano il metabolismo, intasando diversi organi (fegato, reni, apparato riproduttivo, tiroide), fanno anche, alla fine, ingrassare.
Riassumiamo:
ci sono sostanze i cui effetti negativi sono comprovati, anche se poco conosciuti, e che vengono ugualmente inserite nella composizione (e anche nell'etichetta) di alimenti in vendita negli scaffali dei supermercati: rispetto a queste, per difendersi, l'unica via è leggere bene le etichette e informarsi sui singoli ingredienti citati; per essere un po' sicuri rispetto a queste sostanze occorerebbe evitare l'acquisto di prodotti con lunghe liste di ingredienti dai nomi difficili o sigle presenti in etichetta;
poi ci sono le sostanze inserite volontariamente, ma illecitamente, e che quindi comunque non risultano in etichetta: rispetto a queste c'è ben poco da fare, se non evitare, io penso, i prodotti sotto-costo;
poi ci sono le sostanze chimiche usate per l'agricoltura e l'allevamento, i cui residui permangono nel prodotto finito e venduto: rispetto a queste l'unica sarebbe ricorrere a produzioni biologiche, ma veramente tali;
poi ci sono le sostanze inquinanti che entrano nei prodotti in quanto presenti nell'ambiente di produzione; queste sono tra le più pericolose e i loro effetti si esplicano a piccolissime concentrazioni. Il nostro ambiente è praticamente invaso da queste sostanze a causa delle nostre attività (le produzioni industriali, la circolazione dei mezzi, le discariche, gli inceneritori, ecc...). La produzione di alimenti nelle vicinanze di attività umane inquinanti ne determina l'inquinamento e la tossicità conseguente. Perciò, è molto importante DOVE un viene fatto un certo prodotto. Pertanto, è doveroso controllare da dove viene ciò che mangiamo.
Per riassumere, tra le modalità con cui tutelare la nostra salute annoveriamo:
leggere le etichette;
stare alla larga dai prodotti sotto-costo (questo, invece di far spendere di più, stranamente, fa risparmiare);
controllare i produttori: scegliere quando possibile gli alimenti in base al sito in cui vengono prodotti,
rivolgersi prevalentemente alle produzioni locali (se viviamo in un luogo sano; eventualmente rivolgendosi ad un GAS – gruppo di acquisto solidale) o alle produzioni autenticamente biologiche.
Questi aspetti verranno trattati in una successiva newsletter.